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EMILIO NEGRO, NICOSETTA ROIO

Alessandro Marchesini
1663-1738
c

>
96 pagine
> 96 ill. a colori
e b/n
> f/to 23,5x31 cm
> cartonato con sovracopertina
> ISBN 978-88-7792-122-2

Alessandro Marchesini fu un valente maestro di origine veronese, nel modus operandi del quale si colgono legami col classicismo del pieno Barocco bolognese - Marchesini fu nella scuola di Carlo Cignani a Bologna per alcuni anni a partire dal 1680 ca. -, tuttavia già orientati verso una più approfondita maturità di stile che tiene conto della coeva cultura lagunare dei primissimi tempi del Settecento. La carriera del maestro veronese, figlio di un architetto e fratello di uno scultore, ebbe inizio in patria nella bottega di Biagio Falcieri; dopo l’accennato soggiorno a Bologna, dove si recò col conterraneo Calza, rientrò nelle terre venete cominciando un’attività proficua che si svolse inizialmente soprattutto a Verona (Giona, Chiesa di S.Nicolò; Assunta, Chiesa di S.Biagio, ora a Breonio, entrambe dei primi anni Novanta), mostrando un’accurata e personale sintesi stilistica tra la cultura figurativa veronese e quella padana contemporanee. Membro della confraternita locale di S.Biagio, per la stessa dipinse una serie di lunette raffiguranti Storie della vita del santo, databili verso la fine del 1690. A partire dall’inizio del Secolo dei Lumi, Alessandro Marchesini si trasferì a Venezia dove si specializzò come copista ma anche come mediatore di vendite d’arte - fu il talent-scout di Antonio Canal detto Canaletto -, in stretto contatto con prestigiosi collezionisti italiani (specialmente il lucchese Stefano Conti) ma anche stranieri (come l’importante mecenate Lothar Franz von Schömborn, principe vescovo di Bamberga ed elettore di Magonza). In questi decenni di attività lagunare, Marchesini continuò a riscuotere comunque un notevole successo di pubblico con una serie di dipinti che, pur prevalentemente di soggetto religioso, sviluppavano ariose composizioni ambientate all’aperto, ricche di figure e riferimenti simbolici, come una sorta di serene favole profane: esemplari in questo senso sono le due tele già nella raccolta Molinari Pradelli a Marano di Castenaso, una delle quali firmata e datata 1708 (“Non date scandalo ai fanciulli” e “Lasciate che i pargoli vengano a me”).

Euro 50,00